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RISCHIO IDROGEOLOGICO – IDRAULICO ►►
Quando piove molto o si scatenano temporali di forte intensità si possono manifestare:
– Rischi idraulici: allagamenti e alluvioni in genere dovuti all’incapacità di smaltire l’acqua caduta da parte di fognature e piccoli corsi d’acqua o dai corsi d’acqua più importanti, come torrenti e fiumi.
– Rischi idrogeologici: frane, scivolamenti di terra, crolli di roccia, colate di fango, ecc., possono creare condizioni di pericolo per strade, ferrovie e anche abitazioni.
Le alluvioni dovute ad esondazione di fiumi possono essere previste con alcune ore di anticipo. Altre volte alluvioni e frane possono manifestarsi invece in modo improvviso, in particolare in conseguenza di forti temporali o in zone vicine a fiumi che rompono gli argini.

Seguire semplici norme di auto-protezione e tenersi aggiornati sull’evoluzione degli eventi aiuta a scongiurare situazioni di pericolo.

In auto
Durante una pioggia molto intensa è possibile che la strada si allaghi: le statistiche dimostrano che in tal caso è molto più pericoloso restare dentro l’automobile che andare a piedi. Bastano infatti solo 20-30 cm d’acqua perché l’auto galleggi. Evitate quindi di transitare in zone allagate e in caso di perdita di aderenza per galleggiamento scendete immediatamente dalla vettura.

In casa
Per sapere se la vostra casa è a rischio idraulico o di frana rivolgetevi alla Protezione Civile del vostro Comune che saprà indicarvi anche le norme di comportamento in caso di emergenza.
La tabella sottostante riporta in estrema sintesi la descrizione degli scenari attesi per il rischio idrogeologico e idraulico collegati ai tre livelli di criticità (ordinaria, moderata, elevata).

Livello criticità Idrogeologico – Idraulico
 1 – ordinaria Di solito associata a eventi molto circoscritti, anche intensi, di difficile localizzazione e previsione temporale.
 2 – moderata Di solito associata a fenomeni meteo diffusi con possibili effetti sulla stabilità dei versanti e sui corsi d’acqua.
 3 – elevata Di solito associata a fenomeni meteo diffusi di particolare intensità e persistenza, con conseguenti effetti al suolo rilevanti, quali frane diffuse ed esondazione di corsi d’acqua anche principali.

RISCHIO VENTO ►►
Il vento viene prodotto quando grandi masse d’aria si spostano nel cielo. Ai fini dell’allerta meteo è importante capire la direzione dalla quale proviene e la sua velocità.
La tabella sottostante riporta i tre valori di riferimento di velocità media del vento collegati ai tre livelli di criticità (ordinaria, moderata, elevata).

Livello criticità Velocità media
(km/h)
Termine Vento
1 – ordinaria 40 – 60 Forte
2 – moderata 60 – 90 Burrasca
3 – elevata >90 Tempesta

RISCHIO MAREGGIATE ►►
La criticità legata al mare è valutata in base alla previsione dell’altezza significativa dell’onda (altezza media delle onde più alte). Il rischio è segnalato quando il fenomeno è previsto durare almeno 6 ore.
La tabella sottostante riporta i tre valori di riferimento di altezza significativa dell’onda collegati ai tre livelli di criticità (ordinaria, moderata, elevata).

Livello criticità Altezza onda
(m)
Termine Mare
1 – ordinaria 1.25 – 2.5 Molto Mosso
2 – moderata 2.5 – 4 Agitato
3 – elevata 4 – 6 Molto Agitato

 

Sopra i 6 m la criticità rimane elevata.

RISCHIO NEVE E GHIACCIO ►►
Il dato importante per definire il livello di criticità quando nevica è quello dell’accumulo di neve al suolo in pianura (sotto i 300 metri sul livello del mare), in collina (tra i 300 e i 600 metri) o in montagna (tra i 600 e i 1000 metri). Un millimetro di pioggia corrisponde ad un centimetro di neve, e un piccolo spostamento dello zero termico può pertanto influenzare le previsioni anche in modo determinante.
I valori di riferimento riportati nella tabella sono utilizzati in fase di allertamento, per predisporre al meglio le misure preventive previste dai piani di protezione civile sulla base delle tre classi di criticità previste (ordinaria, moderata, elevata).

Livello criticità,
per le zone di PIANURA e COLLINA
Altezza accumulo neve
(cm)
Termine Neve
1 – ordinaria <5 Poco abbondante
2 – moderata 5 – 20 Abbondante
3 – elevata >20 Molto abbondante

 

Livello criticità,
per le zone di MONTAGNA
Altezza accumulo neve
(cm)
Termine Neve
1 – ordinaria <5 Poco abbondante
1 – ordinaria 5 – 20 Abbondante
1 – ordinaria >20 Molto abbondante

 

E’ importante sottolineare quanto segue:
– in montagna (tra 600 e 1000 m s.l.m.) il livello di criticità è valutato sempre pari a 1 (criticità ordinaria = basso impatto), indipendentemente dai cm di neve previsti, poiché si presuppone che i territori montani siano per loro natura meno vulnerabili rispetto ai rischi connessi a neve e ghiaccio.
– sopra i 1000 m s.l.m. non viene adottato nessun livello di allertamento in quanto a tali quote l’evento neve non è significativo ai fini di protezione civile.

Il fenomeno ghiaccio è strettamente connesso alla neve. Ai fini dell’allertamento, viene valutato il rischio di formazione di ghiaccio sulle strade di pianura e collina e la persistenza del fenomeno.
La tabella sottostante riporta la descrizione del fenomeno associato ai tre livelli di criticità (ordinaria, moderata, elevata).

Livello criticità,
per le zone di PIANURA e COLLINA
Descrizione fenomeno Termine ghiaccio
1 – ordinaria Possibilità di locale formazione di ghiaccio Locale
2 – moderata Possibilità di diffusa formazione di ghiaccio Diffuso
3 – elevata Diffusa formazione di ghiaccio, persistente anche in pianura Diffuso e persistente

 

dalla pagina ufficiale della Regione Toscana

http://www.regione.toscana.it/allertameteo/rischi-e-norme-di-comportamento